Saturday, 18 May 2013

Afternoon Talk - "Afternoon Talk EP" (totokoko 035)

"Afternoon Talk - Self Titled is our first EP, followed by Island as our single of upcoming album. This EP was recorded at bedroom in 2011. We offer the public an acoustic sound with the concept of simplicity in our music. 
Three words to describe this EP are simple-sweet-short acoustic songs" (Words by totokoko)

Questo EP degli indonesiani Afternoon Talk mi ha affascinato sin dal primo ascolto della traccia proposta in streaming dalla netlabel giapponese Totokoko, la piccola perla acoustic-pop intitolata "There's One Thing You Should Know". Una semplicità coinvolgente, pochi accordi di chitarra e una melodia vocale che è come una morbida garza che ti fascia e protegge una profonda ustione. Artwork in perfetto stile Totokoko, anche se questo EP è stato originariamente rilasciato nel febbraio 2012 dalla netlabel indonesiana Hujan!Rekords. Gli Afternoon Talk hanno la capacità di unire testi tristi e malinconici su basi musicali che invece trasportano verso una spensierata positività. Mi piacerebbe unirmi a loro come spettatore in un'esibizione improvvisata su una spiaggia indonesiana. Mi rispecchio molto in un affermazione di Budi Warsito che dice pressapoco così: "ascoltare le loro canzoni è come incontrare un estraneo su una panchina, che ci ha invitato immediatamente a parlare, e proprio durante il primo minuto ci siamo chiesti: perché non abbiamo mai saputo prima della sua esistenza?" Per chi vuole approfondire si possono trovare in rete svariati video (non propriamente di ottima qualità) della loro fertile attività live.
Afternoon Talk



Artist: Afternoon Talk (FB)
Title: Afternoon Talk EP
Label: totokoko
Style: acoustic, pop, folk
Date: May 13, 2013


Wednesday, 15 May 2013

Tarannà - "L'era d'aquari" (Bestiar Netlabel 060)

"Created in 2006, Tarannà is a Barcelona based music band lead by Sisu Coromina (La Bisbal d’Empordà, 1981) that uses contemporary jazz and instrumental song as point of departure in the search of their own sound. Their influences range between free jazz, progressive rock, improvised and traditional music..." (extract from Tarannà Facebook page)

E' sempre piacevole incontrare un album di  sano e robusto jazz-prog-rock. Certamente non si stanno scrivendo nuove pagine del grande libro della musica ma il godimento è notevole nell'ascoltare quattro ottimi musicisti che sanno dialogare e improvvisare tra di loro all'interno di composizioni dalla pregevole scrittura. Tarannà sono una band di Barcellona capitanata dal compositore e sassofonista Sisu Coromina. Chitarra , basso, sax e batteria e una gran voglia di esprimersi e divertirsi. Spettacolari tensioni e crescendo in emozionanti soli di chitarra con wah-wah su basi funk-oriented (Nicolasa). Frasi all'unisono, cambiamenti di tempo e dinamiche, assoli fantasiosi e appassionati; ci sono tutti gli ingredienti necessari per rendere gustosa e succulenta questa release firmata Bestiar. Tra le cinque tracce qui presenti mi sento obbligato a menzionare la finale "El pes de l'aigua", in cui altri strumentisti si aggiungono al quartetto spagnolo. Lunga composizione articolata che in alcuni momenti ricorda Zappa nel meraviglioso periodo "big-band", passando da atmosfere cinematografiche alla "Mission Impossible". Senza dubbio il momento creativamente più alto dell'intero album. Me saco el sombrero.

Tarannà

Artist: Tarannà (FB)
Title: L'era d'aquari
Label: Bestiar Netlabel
Style: jazz, rock, impro
Date: May 11, 2013




Tarannà - "El pes de l'aigua"

Sunday, 12 May 2013

Prince Nifty - "Pity Slash Love" (self released)

Ad un primo rapido ascolto mi sono fatto ingannare ed ho catalogato velocemente questo album come folk/electronic. Ma all'interno di "Pity Slash Love" c'è un oceano di stili e influenze in cui abbandonarsi in una sorta di trance d'ascolto. Un album così variegato e sostanzioso non lo ascoltavo da parecchio tempo. E mentre mi chiedo se Prince Nifty (Matt Smif, Toronto) è un piccolo genio leggo in giro per la rete affermazioni del tipo "one of the best records of the year" che condivido pienamente. Ascoltare "Pity Slash Love" è un'esperienza unica. E' come attraversare a piedi  una fiera dei generi musicali sotto l'effetto di qualche stupefacente, incrociando e salutando gioiosamente persone di tutte le razze. Dall'africano semi-svestito al tedesco invasato del suo laptop, dal folk-singer con inseparabile chitarra sino al ragazzo travestito da Prince (l'altro, tal Roger Nelson). Prince Nifty ha l'incredibile capacità di miscelare un'enormità di generi senza cadere nella pericolosa trappola di creare un brano per stile. Qui si intravede una grande cultura musicale ed un'innata capacità di riassumere le proprie esperienze in qualcosa di totalmente nuovo. Trance-electronica che abbraccia canti africani e jazz, perdendosi in ritmiche matematicamente impossibili. La scelta dei suoni e il modo di accostarli conduce spesso in uno stato di accogliente ipnosi facendomi venire più volte la pelle d'oca. "Pity Slash Love" contiene una mole di creatività sterminata e può essere preso da esempio didattico per la genesi di nuovi futuri lavori (vista la quantità di spunti originali che offre). I dodici minuti di "Vincentian Values" valgono l'effetto di una qualsiasi droga leggera. Consigliato a tutti quelli che cercano nuove emozioni dalla musica.
✱ Per chi volesse approfondire il Prince Nifty pensiero c'è un'interessante intervista pubblicata su Wavelenght e una bella recensione di Ned Ragget.


Artist: Prince Nifty
Title: Pity Slash Love
Label: self released
Style: folk, electronic
Date: May 07, 2013


Saturday, 11 May 2013

Electric Mirrors - "Drive" ( PICPACK 176)

Eddie Palmer (New York) è un artista instancabile. Oltre a dedicarsi con estrema prolificità all'interessante progetto "The Fucked Up Beat" (con il socio Brett Zehner), riesce a trovare il tempo anche per questa band parallela chiamata Electric Mirrors (con Derek Rutter). Le affinità tra i due progetti sono notevoli, a partire dagli art-work degli album dal loro inconfondibile stile fino all'inserimento di alcune sonorità e samples datati (molti raccolti dall'enorme archivio del public domain). Potrei partire dalle differenze, e sicuramente gli Electric Mirrors si privano di quegli elementi tribali che rendono unico il sound di T.F.U.B., situandosi in un area più trip-hop-funk, caratterizzata da una maggiore presenza di chitarre e ritmiche hip-hop. "Drive" è un album che acquista sostanza brano dopo brano e arriva al suo apice dalla metà in poi. Notevoli le atmosfere western-desertiche di "The Illuminated Highway/ Urban Exodus" e il beat-noire di"1956 Cocktail Party/ Suburban Architecture". Mi chiedo perchè Eddie non abbia ancora preso in considerazione l'inserimento di un vocalist, soprattutto in questo progetto. Le basi presenti in "Drive" sono perfette per la presenza di un elemento vocale, magari dalle timbriche grezze e cupe come il sound di Electric Mirrors. Brani come "The Cloud Sculptors of Coral D" e "Good Night/Sleep" o l'iniziale"The Sudden Afternoon/ Archetypes" a parer mio lo richiedono espressamente. Mi sono ritrovato più di una volta ad improvvisare liriche senza senso e pseudo-melodie su parecchie tracce di "Drive", che rimane comunque eccellente anche così com'è.


Electric Mirrors (Eddie Palmer/Derek Rutter)




Artist: Electric Mirrors (FB)
Title: Drive
Label: PICPACK
Style: sound-collage, electro-acoustic
Date: May 09, 2013








Friday, 10 May 2013

Madoka - "Colors of seasons" (Hand Craft 061/Mayoware 109)

"This release becomes entering 4 track EP by Madoka used as a joint release with "迷われレコード(Mayoware record)". Various musical instruments and electronic sounds are arranged so that the piano of a beautiful melody may be colored, and the quiet sound world is constituted. "夏の図書館(The library of summer)" of the 3rd music is the musical piece in which SE also has the beauty in which a visionary atmosphere was conjointly isolated from this world." (Words from Hand Craft press release)

Release congiunta tra le due netlabels giapponesi Hand Craft Records e Mayoware. "Colours of seasons" è un EP di quattro brani tenui e delicati composti dalla musicista Madoka. Il pianoforte come attore principale, sincero ed onesto, posizionato su un palcoscenico illuminato da luci lievemente soffuse. Poche timide elettroniche comparse lo accompagnano per poco meno di quindici minuti. Ci sono farfalle che svolazzano spensierate su sfondi azzurri vivaci e bambini che le rincorrono inciampando su rami abbandonati tra le pendenze di prati ondulati. C'è il vestito bianco della neve, disponibile in qualsiasi taglia e per qualsiasi sesso. C'è la malinconia autunnale, consueta rapitrice di giocose estati. Ci sono fugaci parate tra le viuzze di paesi sperduti tra appartate colline ingiallite. Ci sono note che riecheggiano le lezioni di piano di Nyman o le visionarietà di Rota. Da non confondersi tra produzioni di new age impersonale e pre-confezionata accatastate disordinatamente all'interno di enormi ceste nelle stazioni di ristoro autostradali. Madoka riesce a comunicare sentimenti semplici e sinceri con delicata naturalezza. Breve, immediato e adatto a tutte le stagioni.


Artist: Madoka (SC)
Title: Colors of seasons
Label: HandCraft/Mayoware
Style: post-classical
Date: May 06, 2013


Wednesday, 8 May 2013

TOX and GUEST - "Pixelated EP" (self released)

Quattro tracce di un indie-pop-rock raffinato in cui le voci di Jon Perkins ed Emilie Schattman si armonizzano perfettamente su basi  che scorrono fluide su inoffensivi arpeggi di chitarra e soffici drumming. Caratteristica che dona personalità e originalità a questo EP dei newyorchesi TOX and GUEST è certamente l'inserimento nella line-up della band di una tromba e un sassofono. "Pixelated" è senza dubbio la mia traccia preferita; morbida, con lievi rimandi ad atmosfere shoegaze e con cori che si fanno cantare e memorizzare con facilità senza scendere in pericolose banalizzazioni. Musicalmente potrebbero collocarsi in una zona franca a metà strada tra Kings of Convenience e Cake (e perchè no, anche Prefab Sprout). Un EP che si fa apprezzare senza sforzi eccessivi e che infonde un sottile e piacevole benessere.

Artist: TOX and GUEST (FB)
Title: Pixelated EP
Label: self released
Style: indie, pop, rock
Date: May 03, 2013

Monday, 6 May 2013

Kosta T – "Hopelessness" (Silent Flow 052)

"‘Hopelessness’ is a collection of violin improvisations accompanied with accordion, cello and some others. The sound is permeated with deep dramatic melancholia as well as the feeling of something old, yet familiar. This release could be a great soundtrack to a film noir or a world war movie."

Musica senza tempo. Drammatica, struggente. Il violino del musicista russo Konstantin Trokay come protagonista. Musica che crea immagini in modo automatico e naturale. Un ragazzo disorientato che cammina senza meta tra i vicoli stretti di una città abbandonata. Lunghe distese di terre aride e desolate. Caldo e freddo che si alternano vertiginosamente. Solitudine è la parola che meglio descrive questo penetrante album rilasciato dalla netlabel moldova Silent Flow. Mi si creano collegamenti mnemonici all'indimenticabile "Passion" di Peter Gabriel, forse per la spiritualità e religiosità che Kosta T riesce a infondere in queste nove brevi tracce. Da ascoltare in solitudine, abbandonando possibilmente per poco meno di mezzora tutto ciò che ci circonda.

Artist: Kosta T
Title: Hopelessness
Label: Silent Flow
Style: acoustic, soundtrack
Date: April 29, 2013