Tuesday, 27 January 2015

Takuyoshi Fujiyama - "l[r]ight place" (Mayoware 176)

"This anthology was assembled to play by piano and violin in the nucleus, has become a high-purity music without limit. They are also excluded glittering and excessive electronic sound also beat by rhythm tracks in there, but even space of its elimination has been sound, has become a beautiful music lively and a life force, there is no waste of all. In particular, the first track "light place" even it is difficult to express in any words, making it the very strong beautiful masterpieces. Look what kind of views to people who listen to this music, or of having any kind of feelings, it is Very exciting one work." (Words from release page)

Pianeggianti distese accarezzate da un finto vento primaverile. Jane, Harvey, Holly e Michael si ritrovano dopo 22 anni a discutere (al centro di una spiaggia bluastra) di un possibile remake di "The piano". Noi, il più delle volte stretti e schiacciati in una vastità di spazi immensi e disturbati da un futuro sbriciolato da un risveglio sbagliato. Ma il suono avvicina, il suono ricompone. Amalgama anime ibernate da un inverno volontariamente troppo lungo. Si trasforma in goccia ritmica vibrante che scurisce (in un adagio), piccoli lembi di sabbia in solitudine forzata. Un ritorno obbligato, quello che una memoria gassosa quotidianamente ci proietta.

Artist: Takuyoshi Fujiyama
Title: l[r]ight place
Label: Mayoware
Style: classical, acoustic,
Date: December 29, 2014


Sunday, 18 January 2015

Cock & Swan - "What Was Life?" (TAR021)

"Seattle based duo Cock & Swan have been crafting avant-garde analogue electronic compositions for about a decade from the confines of a secluded bunker turned make-shift studio. These highly detailed and emotionally moving pieces have gotten the attention of many respected publications, who have all exalted the group as one of the best experimental acts to come onto the indie scene in years." (Earmilk)

Gli elementi non variano ma la musica dei Cock & Swan continua a provocare alla mia psiche reazioni che si possono descrivere in due parole: rapimento e ipnosi. A mio parere una delle band più affascinanti uscite negli ultimi anni ma purtroppo ancora snobbata e sconosciuta da buona parte del mondo. Anche in questo nuovo ""What Was Life?", uscito per la losangelina TAR, il duo di Seattle incanta con sonorità che pescano un po' da certa elettronica eighties e dalle sperimentazioni bristoliane anni 90. Il tutto rielaborato con l'intensa personalità di Johnny Goss e Ola Hungerford. Ipnotici giochi di pan-pot, piccoli segmenti elettronici nascosti, i sussurri di Ola frullati negli effetti più disparati e quel lento e inconfondibile incedere ritmico fanno di questo breve "What Was Life?" un altro piccolo gioiello da aggiungere alla discografia di Cock & Swan.

Artist: Cock & Swan
Title: What Was Life?
Label: TAR
Style: electronic, psychedelic
Date: January 06, 2015


Sunday, 11 January 2015

Gillicuddy - "Up​/​Down" (self released)

Music and artwork by Gillicuddy. 
Recorded, mixed and mastered at The Captain's Inn, Bochum.

Nulla di estremamente nuovo in casa Gillicuddy, ma è sempre piacevole lasciarsi trasportare dalle note della sua chitarra. Questa volta accompagnata anche da lievi note di piano (All Eventualities). Una dolce presenza per queste miti giornate invernali.

Artist: Gillicuddy
Title: Up​/​Down
Label: self released
Style: acoustic, guitar
Date: January 03, 2015


Sunday, 4 January 2015

Various Artists - きつねび [otogi-004]


「きつねび」は大晦日にまつわる日本のお伽話の一つです。
江戸の王子稲荷には、大榎の下で毎年大晦日に関東八カ国からキツネが集まって狐火をともし、
その火で翌年の吉凶を占ったという言い伝えがあります。
この「きつねび」の曲ひとつひとつが来る年へ続く冬の夜道を照らしてくれることでしょう。

Pace. Serenità. Sono poche le parole che mi passano accanto durante l'ascolto di questa nuova compilation firmata otoginomori, fresca label giapponese giunta alla sua quarta release. Elementi elettronici ed acustici si uniscono nella classica spontaneità tutta giapponese (totokoko, Bunkai Kei, elementperspective, Mayoware), tra soffici ammiccamenti erotic-soft (Peeano) e gloriosi inni alla pace dal forte profumo orientale (satohyoh) e ispirati avvolgimenti sonori per tiepide notti insonni (AXVXA). Ho trascorso un po' di tempo ad ascoltare ciò che si propone nell'altra sponda, quella che si trova a metà strada tra questi luoghi e il mainstream, il tanto pompato panorama indie. A parte il fatto che le classifiche di fine anno sembrano per la maggior parte fatte con il copia-incolla, mi accorgo che c'è un problema. Se quasi tutti premiano l'ultimo album dei War on drugs come tra le cose migliori del 2014 c'è un grosso problema temporale, o di cultura musicale o di qualche potere occulto che si è impossessato anche della scena indie. Nulla di male, un buon album, ma siamo nel 2014 e magari ci si potrebbe aspettare qualche novità dalla musica. Non mi dilungo, la mia curiosità indie è per ora terminata e torno sui miei passi, cioè qui. E visto che きつねび è una fiaba giapponese dedicata al capodanno ricomincio da qui. Buon 2015.

Artist: Various
Title: きつねび [otogi-004]
Label: otoginomori
Style: acoustic, electronic
Date: December 31, 2014

Saturday, 25 October 2014

ŠKM banda - "Panontikon" (KAPA Records)

"SKM banda is an instrumental quartet, which became one of the most interesting slovenian alternative bands in the last few years. In the past years SKM banda established their general image and sound, defined as eclectic post-jazz. The instrumental fusion of rock, jazz, funk, noise and post-rock-based hardcore - made by two guitars and rhythm-section - enables the listener to discover the undiscovered!" (Words from ŠKM banda FB page)

Quanto riempie lo spirito l'ascolto di musica suonata bene, composta con grazia e da musicisti preparati! Legami strumentali che si abbracciano unendo una vastità di stili differenti facendo gli indifferenti. Un'estesa cultura musicale che non si nutre di auto-celebrazione ma cerca il nutrimento nel naturale fatto di suonare e di godere di questo semplice (per chi ne è capace) atto. Sono convinto che il quartetto sloveno riesca ad amalgamare molto bene gli ascolti di ognuno dei propri componenti, perchè quel che ne esce da "Panontikon" è una miscela effervescente di post-rock-fusion-folk assolutamente originale. Chitarre che dialogano come sorelle affiatate e una base ritmica che ti fa sentire al sicuro da qualsiasi catastrofico evento naturale. E il bello è che tutta questa delizia sonora sembra scritta (e magari lo è veramente) ed eseguita nella massima naturalità, quasi fosse un'improvvisazione venuta nel miglior modo. Spostamenti ritmici, banjo, ukulele, contrasti, cambi d'atmosfere che se uno non ci pone la giusta attenzione potrebbero passare inosservati. Delizie acustiche come "Tolažba" mi colmano le ore perse a cercare buona musica nel paludoso mondo del web. Fossi il produttore di questo album avrei posto uno stop alla traccia numero sei. I mescolamenti ritmici di "Jutranji" faccio fatica a digerirli e il l'assillante loop di banjo di "Vračanje"  mi porta all'esasperazione. Ma a me piace pensare a ciò che mi piace e quindi è da circa una settimana che il mio lettore va in loop dalla traccia uno alla traccia sei.

Artist: ŠKM banda (FB)
Title: Panontikon
Label: KAPA Records
Style: acoustic, folk, rock, jazz
Date: October 13, 2014



Sunday, 19 October 2014

The Hand in the Ocean - "Road to I Am​/​/​6 Minute" (self released)

"Dear friends, family, and well-paid fans:
We are breaking up.
We're going to play one last show but don't know where/when. Give us some ideas if you got em.
We recorded two songs at Rustbelt Studios - Music Production Recording & Mixing Facility a long time ago that we never released so here they are. I don't know what will happen to the unrecorded new material. 
Thank you to everyone who listened, we love yu" (Words from The Hand in the Ocean FB page)

Per chi cerca musica nel web è oramai un nuotare liberamente in oceani vastissimi di suoni, generi, musica composta, suonata e registrata da chiunque, punto. Con il promettente mondo delle netlabels che sembra oramai respirare in modo asmatico, un Bandcamp che non ha ancora trovato una giusta strada per farmi ascoltare ciò che voglio (e a cui devono pensarci altri siti (che anche loro non hanno trovato una giusta strada per farmi ascoltare ciò che voglio)), un Soundcloud, un Mixcloud che caricano gigabyte di musica ogni ora e major che cercano di raschiare il fondo su ciò che hanno in magazzino o cercano di corrompere maree di giovani con prodotti che non avranno storia...mi domando...quanto tempo devo impegnare per trovare musica di cui innamorarmi, possibilmente free? Forse è questa la democrazia della rete? Democrazia è anche il tempo che si spende per cercare ciò che è libero nel quasi infinito mondo del web. The Hand in the Ocean è probabilmente una band che non esisterà più (visto l'ultimo annuncio postato su Facebook) e probabilmente non molte persone ne sentiranno la mancanza. Una band che magari in altri decenni avrebbe potuto vivere della propria musica. Sincera, pura, magari non innovativa, ma con due album che meritano un ascolto (e magari pure una donazione), o come nel mio caso decine e decine di piacevoli ascolti. we fished all night and caught the day  (free) e Tree​/​Forts (5€). Tutto qui. Nell'attesa che qualcosa si muova seriamente nella libera creatività della musica odierna.

Artist: The Hand in the Ocean (FB)
Title: Road to I Am​/​/​6 Minute
Label: self released
Style: acoustic, folk
Date: October 09, 2014


Friday, 10 October 2014

Junya Nishimura - "Feel" (totokoko 046)

"This album's theme are seasonal changes from summer to fall. like a piano,sounds from far away. thanks to all the people that involve to this album. ”Feel" please enjoy beautiful colors of the season with this album." (Words from release page)

Un leggero infrangersi d'onde che si trasformano in bianche note di piano distribuite disordinatamente su di una tiepida spiaggia di Tokashiki Island. Ma le distanze sono polvere quando è la musica a far da trasporto ed in poco meno di un attimo ci si trova tra la vegetazione del Monte Kōya a respirare sana spiritualità. Sonorità da camera e registrazioni che danno uno schiaffo all'alta fedeltà, regalando pure delle fritture da demo amatoriali. Si sale, a tu per tu con voluminose vaporosità e usando come rotta il percorso dei torrenti sottostanti. E si scende, tra le pareti inumidite da un'insistente pioggia autunnale. Il bambino sorride soddisfatto alla conoscenza di nuovi suoni provenienti da un triangolo abbandonato in un angolo di camera ridipinto diverse stagioni fa. Il grigiore del cielo frena il tempo con leggerezza ed avvolge su numerosi strati l'inutile fretta che ci strattona quotidianamente. Una comoda e silenziosa sedia a dondolo da posizionare accanto al piano di Junya Nishimura e magari qualcuno che amabilmente mi sfiora il cuoio cappelluto. Potrebbe essere un'ottima idea per un originale regalo di compleanno. I sali-scendi dell'umore condizionati da paure che un giorno non molto lontano non saranno più tali. Le lacrime di una sensibilità trascurata innaffiano un futuro ricostruito setacciando accuratamente le cose buone da quelle futili e distruttive. Nella penombra di una stanza inumidita da un'incessante pioggia ottobrina uno sguardo impaurito cerca il sostegno da chi è consapevole di non esser forte ma è costretto a dimostrarlo. Fruscii, note che si accavallano tra riverberi naturali e rumori occasionali involontari e la gradevole sensazione di sentirsi protetti e curati da queste delizie di piano lo-fi.

Artist: Junya Nishimura
Title: Feel
Label: totokoko
Style: piano, ambient
Date: September 30, 2014