Thursday, 17 April 2014

Madoka - "The Sea Saw Me." (self released)

Loop galleggianti. Elementi elettronici che confidano le proprie inquietudini a note di piano che svolazzano leggere su 5/4 tutt'altro che preoccupati. Lunghi voli su altopiani orientali documentati da nitide foto trovano il loro punto d'incontro sonoro in questo ennesimo gioiello musicale realizzato dalla musicista giapponese Madoka. L'acqua è l'elemento predominante di questo nuovo album. Acqua che accoglie elegantemente classicismi d'oriente, delicati arpeggi di pianoforte e raffinate spezie elettroniche. Se fossi l'autore di documentari naturalistici non esiterei a contattare Madoka. Ma visto che non lo sono, mi accontento di chiudere gli occhi e di crearmi le immagini autonomamente.


Madoka




Artist: Madoka
Title: The Sea Saw Me.
Label: self released
Style: electronica, piano, classical
Date: April 11, 2014



Friday, 4 April 2014

Reier - "Pataki" (Southern City's Lab)

"He was born in Ulyanovsk, Russia. Music was his student years. In music, I was most interested in the nature of sound, its specifics. Music - is something abstract, it is difficult perceptible, mysterious. I'd rather sound artist than a musician or composer. I get great pleasure from the sound of photos that appear and disappear suddenly." (Words from release page)

Premetto che questo è un album dalla digestione difficile, probabilmente aiutata da qualche alcolico di troppo. Ma il low-sound che possiede è penetrante. John Zorn sequestrato in una casa abitata da pazzoidi in preda a deliri elettronici. Ritmiche che inciampano, cadono e si rialzano sotto altre forme. Spesso hanno le sembianze di personaggi scontrosi, disinteressati, provocatori, pericolosi elaboratori di schizzi tecnologici demotivati. Pazzia ritmica premeditata o una piacevole donazione al caso? Quel che ne esce è comunque qualcosa di mentalmente poco sano e proprio per questo intrigante, senza adagiarsi su una linea retta pseudo-intellettualoide. Se la parola "punk" avesse ancora un significato nell'attualità la assocerei a qualcosa di simile a "Pataki" di Reier. Contiene una provocazione sottile, ben distante da quelle urlate e bonificate dalle/alle agenzie di stampa. Un fruscio che resta fedele amico, elemento indispensabile al sound penetrante e ubriaco di "Pataki".

Artist: Reier
Title: Pataki
Label: Southern City's Lab
Style: electronica, experimental
Date: March 21, 2014


Saturday, 29 March 2014

Mooval - "By Immersion" (Yo! Netlabel)

"Mooval is an instrumental electronic music project that resists labels, placing itself in the border territories beyond specific genres. Mooval’s sound creates an intimate and captivating atmosphere that enables exploration of the clearest and most profound expression of electronic music. The result is a music rich in melody that speaks to a wide and diverse audience, going beyond the limits of niche genres. Live performances come to completion with a live visual set performed by David Hartono utilizing the analog images of Marco Zampetti." (Words from Mooval's FB page)

Quella di Mooval (Andrea Cilento & Daniel Bellissimo) è una musica elettronica intima, mordida, candidabile soundtrack per applicazioni ambientate in paesaggi futuristici, abitati da esseri dalle lente movenze causate dalla scarsa aria respirabile rimasta. Cambiamenti cromatici che si susseguono con precisa determinazione, indifferenti al livello ascendente di un enigmatico liquido bluastro. Tavolette di energia sufficienti ad un penoso vivere di sopravvivenza. Intravedo un puntino di luce in lontananza che si espande diffondendo un epidemico senso di speranza che si chiama "At night the salmon move", piccolo oggetto elettronico irrorato d'amore. "By Immersion" odora di nottate insonni, di profili di volti stanchi e sazi, illuminati da monitor iperattivi e attenti a non tradire la nostra deludente realtà. Mi compare un link mentale che mi connette ad Errnois, autore di un album datato 2009 (The winter season - [51Beats 021]) che è rimasto un privilegiato nella mia affollata memoria musicale interiore. Ma, sinceramente, riascoltandolo, rimane solamente un attitudine minimal-solitude-electronica che unisce i due album, perchè il contenuto è assai diverso, e poco più di 4 anni di evoluzioni elettroniche sono trascorsi. "By Immersion" è rilasciato da Yo! Netlabel, etichetta guidata da Giovanni Amoroso, agitatore-ricercatore-net-audio che guida anche Yo-[U-Turn] oltre a numerosi altri progetti. Ora mi chiudo in una capsula e mi lascio trasportare nel vuoto, accompagnato dai profondi bassi di "Written on dust". Bon voyage.

Artist: Mooval (FB)
Title: By Immersion
Label: Yo! Netlabel
Style: electronic, glitch
Date: March 18, 2014




Sunday, 23 March 2014

Soni Sfardati - "Sāqiya" (La bèl)

"Sāqiya gazes at history. Beautiful sounds, coming from the sea. Music scores written by amanuenses. Tarantellas intertwined in baroque embroideries, in a game of disguise, on allusive grooves. Bright and colorful wonders. Virtuous words drawn from an endless dictionary at the crossroads of cultures: Arab, French, and above all Spanish. Stories of encounters, exchanges, smiles, yet stories of oppression." (Words from release page)

E' una strana sensazione tornare a scrivere di musica dopo alcune settimane di silenzio, che non ha riguardato assolutamente le mie orecchie, che si sono deliziate nel frattempo (e continuano a farlo) con questo meraviglioso album firmato Soni Sfardati, virtuosa band siciliana giunta al secondo album, "etichettato" dalla mia amica La bèl. "Sāqiya" è materia musicale difficile da decifrare. La sintonia fra i tre musicisti profuma ogni secondo di questo album, disegnando percorsi nell'aria, inseguimenti fatti di accelerazioni, decelerazioni, cambi di dinamica, stati confusionali controllati e una consapevole conoscenza delle proprie doti tecniche. La chitarra di Enrico Cassia che parla in equilibrio su disparità ritmiche sorprendenti (La Malinche) ed è capace di sedurmi fino all'innamoramento nell'assolo finale contenuto in una delle perle di questo album, l'incantevole "Mar Adentro", traccia che si sviluppa in sette minuti, in cui la voce di Gaia Mattiuzzi si esprime compiendo imprese mirabolanti, attraversando nazioni e culture. La batteria di Antonio Quinci è anima sensibile a captare tutto ciò che accade, aggiungendo colore e calore, facendo da guida e traino nello svilupparsi delle tracce. Mi esalta la cura delle dinamiche, la capacità di riempire e svuotare i brani, saltellando con disinvoltura su ritmiche tutt'altro che facili. Ma fosse solo un'esibizione tecnica "Sāqiya" non sarebbe quello che è. "Sāqiya" è storia, cultura, è un azzardarsi ad andare oltre prendendosi cura di ciò che è stato. E' musica, innanzitutto. Vissuta, sudata e suonata intelligentemente. Descriverla in un riduttivo prog-rock è come riconoscerne un minuscolo 2%.

Soni Sfardati

Artist: Soni Sfardati
Title: Sāqiya
Label: La bèl
Style: prog, rock, world
Date: March 07, 2014







Wednesday, 5 March 2014

Family Photo - "All We Ever Do" (Stereocure)

"Family Photo is five-piece band currently spread out across Boston, rural Ohio, and Salem, Oregon; but all members are linked by their origins in Sacramento. After three years, two EPs, two tours across the country, and countless experiments in genre-defying musical explorations, the band has finally arrived at its first full length album. All We Ever Do is the product of the band’s relentless efforts over the years to innovate and invert the world of pop music. Their music is a series of songs at its core, but the ways those songs are colored becomes deeper and more complex with every listen. The matrix of chamber arrangements, the jittering electronics, the dense harmonies and sudden style shifts contribute to the music’s searching quality—finding what’s familiar and making it strangely new. For this band of wandering virtuosos, All We Ever Do is just the beginning.." (Words from release page)

Pensare al minestrone mentre si ascolta un album potrebbe sembrare un po' dispregiativo, ma quando gli ingredienti sono tutti di prima scelta e lo chef ha la capacità di esaltare le qualità di ogni singolo sapore, allora la parola assume subito un significato più meritevole. La band americana Family Photo in questo primo album intitolato "All We Ever Do" dà un'idea di come potrebbe essere il pop eseguito con intelligenza ed acuta ricerca, prendendo a piene mani e senza vergogna da un cesto colmo di mezzo secolo di popular-music e non solo. Ma il bello è che questi cinque ottimi musicisti, oltre ad avere la capacità di creare composizioni variegate e vivaci, ricche di idee e fantasia profumata, riescono a trasformare le loro abilità tecniche individuali in una musica che è un centro benessere per le orecchie e lo spirito. Potrei occupare cinque o sei righe per elencare i nomi che mi compaiono davanti durante l'ascolto di questo album ma non ne ho voglia. Potrei fare degli applausi! Uno va alle melodie, che riescono a stare in equilibrio su percorsi che il più delle volte ricordano quelli di un otto volante, rimanendo impassibili, nitide e sicure. E con la non semplice qualità di essere simpatiche alla mia memoria. Un'altro applauso va alle strutture dei brani, che fanno dell'imprevedibilità il loro pregio maggiore. Continui cambi ritmici , farciti da stacchi e mescolamenti di temi, rendono "All We Ever Do" un album che ti chiede sensualmente di essere riascoltato, spogliandosi ogni volta di più, con grazia, e legato saldamente ad un'intimità consapevole. 12 tracce, che nella schizofrenia del mondo moderno rappresentano un album triplo di quarant'anni fa. Ma vale la pena di fare un po' di ordine primaverile nella gestione del proprio tempo, per recuperare un'oretta da riservare questo piccolo capolavoro pop.

Artist: Family Photo
Title: All We Ever Do
Label: Stereocure
Style: alt-pop
Date: February 26, 2014


Friday, 28 February 2014

Earthquake Island - "9 Tales about Galastrophy" (fresh yo! label)

"9 songs, 8 remix of an album I had heard long ago, and names of artists that I already knew : Sun Glitters, Machewo, Godblesscomputers, Lies, Groovekingsley, Go Dugong, Canoooopy, Haring, there was also unreleased track of Earthquake Island: here is what it was called!" (Words from release page)

Un simpatico racconto fantascientifico accompagna questo album di remixes firmato EmilianoEarthquake IslandRuggiero, mio eroe dell'anno da poco concluso, autore dell'ottimo album "The case of Galastrophy", rilasciato nel Giugno 2013 da fresh yo! label. "9 Tales about Galastrophy" si mette in evidenza inizialmente per i nomi coinvolti nel progetto, da Sun Glitters a Lorenzo "Godblesscomputers" Nada, fino a Canoooopy e Go Dugong. Nomi che magari alla massa non porteranno ad alcun link esterno, ma che per me rappresentano una piccola scena, un piccolo ma energico movimento sonoro che contamina le acque degli oceani musicali presenti nel web. Anche se parlare di scene nell'era di internet può sembrare azzardato. Le scene le creavano (le creano ancora?) le testate giornalistiche sotto braccetto con le major. Nel mondo pseudo-democratico del web la musica circola per associazione di idee, per talenti che si incontrano e si scambiano files, donando gratuitamente le proprie risorse creative, infischiandosene (magari a malincuore) di un ritorno economico. Così facendo, l'attenzione viene rivolta esclusivamente sul processo creativo e "9 Tales about Galastrophy" è uno di questi risultati. A partire dall'inizio, da colui che vola leggero su questo magma vaporoso di glitters-wave (forse l'inventore?), un artista che, naturalmente seguendolo nei social, sta riscuotendo sempre più consensi da ogni parte del mondo: Sun Glitters. Il suo remix di "Fantastic" celebra ed elabora ancora una volta lo stile personale del musicista europeo. Sognante, ondulato, spezzettato con dolcezza, con un sottile velo di fanciullezza che gli dona armonia e un'espressione da giovane ragazzo appena svegliato. Ma questo è solo l'inizio, perchè quando viene ad accogliermi la traccia remixata da  Lorenzo "Godblesscomputers" Nada, i miei sensori ritmici vanno in fibrillazione e mi scaraventano fuori dal balcone ad urlare al mondo: "Grande groove!" Un senso ritmico che unisce ricerca timbrica e movimento circolare ondulato. Ma non finisce qui! Canoooopy va oltre, in una electro-psichedelia che porta direttamente alle sensazioni aliene descritte da Emiliano nella presentazione della release. Questa è musica che attorciglia i club alla sperimentazione, un gusto ritmico smodato ad una preziosa fissazione per i suoni e l'originalità. Go Dugong ne sa qualcosa e naturalmente Earthquake Island, che con l'unica traccia inedita dell'album ho l'impressione che abbia aggiunto un tassello nuovo per lo sviluppo di questo suono, che sarebbe meglio non definire, per lasciarlo puro così com'è, libero agli sviluppi e alle interpretazioni della gente fortunata che lo incontrerà. Gente che cerca di capire il presente per inventarsi un futuro. E sono veramente felice che internet mi dia la possibilità di seguire quotidianamente l'avventura artistica di questi musicisti, come fossero amici con cui condividere gusti e opinioni.


Artist: Earthquake Island
Title: 9 Tales about Galastrophy
Label: fresh yo! label
Style: electronica, remixes
Date: February 17, 2014

 

Tuesday, 25 February 2014

Thiaz Itch - "V.G. Unplugged" (Proot records)

"This album is a cover collection of Nintendo video games soundtracks performed by Thiaz Itch with acoustic instruments and vocals." (Words from release page) 

Ammetto di non essere un grande appassionato di videogame, a parte qualche furtiva divagazione che spazia dalle scariche elettriche riservate a Fruit Ninja sino alle oramai passate perdite di tempo cerebrali di Ruzzle. Però la musica che fuoriesce da "V.G. Unplugged" potrebbe essere la colonna sonora rivisitata di qualsiasi altra cosa senza perdere il fascino e la qualità che le appartengono. Una piccola e allegra orchestrina dai deliziosi arrangiamenti che irrora l'aria di vibrazioni positive. Una serie di strumenti musicali vibranti che procurano un velato piacere acustico, molto in sintonia con l'animo delle street band. Le ambientazioni che si incontrano durante l'ascolto di "V.G. Unplugged" sono molteplici, dai vivaci colori sudamericani al localino stiloso che propone musica jazz, dai giovani strumentisti su un terrazzo soleggiato che improvvisano applicando (volontariamente o involontariamente) gli insegnamenti appena appresi. Thiaz Itch propone una musica intima che non si vergogna a tenere le braccia aperte, timida e pungente contemporaneamente. Apprezzo molto la distribuzione degli strumenti in quel vivace arcobaleno che inizia dall'orecchio destro e finisce in quello sinistro, o viceversa. Un buon umore che rende piacevole ogni istante di questa breve esperienza.





Artist: Thiaz Itch
Title: V.G. Unplugged
Label: Proot records
Style: acoustic, soundtrack
Date: February 14, 2014







Teaser : V.G. Unplugged by Thiaz Itch from Thiaz Itch on Vimeo.