Saturday, 27 June 2015

Madoka Ogitani - "City" (self released)

Madoka Ogitani riparte da dove ci aveva lasciati, da quel piccolo capolavoro di semplicità intitolato "Take a walk", e va oltre. "City" sembra il perfetto proseguimento. Infatti nelle prime sei tracce si respira ancora l'aria di una natura gioiosa (Morning in the Garden), di risvegli primaverili, di insetti e animali impegnati in danze private. Playground continua lo stesso discorso regalando pura gioia con la sua semplice e armoniosa melodia. Madoka ha la capacità di raccontare radiose storie sopra ad un elementare arpeggio di pianoforte di quattro note. Serecret Shortcut sembra provenire da un programma televisivo per bambini con personaggi colorati in procinto di allestire un buffo circo. Ma lentamente l'atmosfera cambia dirigendosi verso il sound più introspettivo e sperimentale che caratterizzerà la seconda parte dell'album. Se le prime sei tracce sono il proseguimento della passeggiata naturalistica intrapresa in "Take a Walk", le restanti sei sono l'arrivo nella City che dà il titolo a questo nuovo lavoro della musicista giapponese. Ed è Slow bus ad accompagnarci per le vie di questa città immaginaria. Tra la veglia e il sogno, immersi in un'ingannevole nebbiolina che si dirada pian piano, lasciando scorgere le migliaia di luci di una città che non dorme. Luci che diventano linee, flash, riflessi e insensata dimostrazione di società avanzata. Under the ground sprigiona ciò che Madoka può essere quando va oltre. Cupo, ipnotico, viscerale, senza dubbio uno degli episodi migliori e più innovativi di City. Un album che più ascolto e più apprezzo e che consolida l'amore che nutro verso la musica composta da questa, a parer mio speciale, musicista giapponese. Non è in free download. Una rara eccezione per i contenuti di questo blog.


Madoka Ogitani




Artist: Madoka Ogitani (SC)
Title: City
Label: self released
Style: electro-acoustic, ambient, piano
Date: June 11, 2015


Sunday, 14 June 2015

Cuarto – "Segundas Partes" (esc.rec. 49 / Bestiar 124)

"Cuarto is a solo project that fuses acoustic instrumentation with computer processing and sampling. Cuarto (Max Feriche) is from Barcelona, but recently moved to London, where he composed, recorded, mixed and mastered ‘Segundas Partes’. The composition, recording, editing and mixing of each song has been almost simultaneous, making it difficult to tell where one thing begins and the other one ends. The album has a warm, intricate and rich collage sound, occasionally slightly reminiscent of The Books in their early years. ‘Segundas Partes’ means ‘second parts’ or ‘sequels’. Cuarto’s first work was released on Bestiar, a netlabel from Barcelona. Bestiar also co-releases Segundas Partes." (Text from release page)

Favoloso gioco di ritagli e incastri, tra spezzoni di film, malinconici arpeggi di chitarra e ritmiche electro-latin. Dopo l'anteprima del delizioso video di "Los Nunca Necesarios Pliegues", ecco arrivare il nuovo album di Cuarto (Max Feriche). E la breve aspettativa non viene per niente delusa. Un suono moderno, pieno,  decontestualizzante. Un Di Bos in versione spagnola, meno sperimentale e più solare o una versione di el sueño de la casa propia più acustica e melodica. Riferimenti sconosciuti improvvisati in alternativa ai "soliti" The Books. Un uso dell'elettronica responsabile, dosata magistralmente in modo da lasciare un buon sapore acustico in bocca, abilmente rilasciato dalle ipnotiche chitarre di Max Feriche. Un album che si accompagna bene per le imminenti serate estive, sdraiati in un prato a contemplare le stelle e a chiedersi per l'ennesima volta perchè. Altra piccola perla donata dall'olandese esc. rec. in copia con Bestiar.


Cuarto (Max Feriche)

Artist: Cuarto (FB)
Title: Segundas Partes
Label: esc.rec. / Bestiar netlabel
Style: electro-acoustic, sound-collage
Date: June 10, 2015





Los Nunca Necesarios Pliegues - Cuarto from Alejandra Smits on Vimeo.

Saturday, 6 June 2015

Lowercase Noises - "James" (self released)

"Lowercase Noises is the musical brainchild of Andy Othling, a multi-instrumentalist, producer and artist from Albuquerque, NM. All programming and composition on Lowercase Noises' albums are performed by Andy, with exception of the occasional guest musician or vocalist. Lowercase Noises was birthed out of a small college dorm with very basic recording gear, a slew of effects pedals and an electric guitar. As Andy’s passion for and interest in the recording/mixing process bloomed, along with his talent for producing, songs and styles emerged that built the framework for what Lowercase Noises is today." (Text from Lowercase Noise FB page)

Il lento movimento di un archetto assiste all'incontro di due sguardi impauriti ma lucidi di gioia e curiosità.  Quella splendida sensazione di voler bene che riempie il torace. Dita che si cercano, si inseguono e si insegnano, accarezzando tasti e spalle appesantite da un presente ingrato. Quella volatile bellezza del non  aspettarsi nulla in cambio eleva ad alti livelli un gioco esclusivo per intenditori. Sorrisi abbozzati che nascondono giovani paure ancora in fase di elaborazione. Lente costruzioni, quelle che cercano la bellezza di ogni singolo momento, evitando l'apnea incombente che vieta ai sensi il buon sapore del presente. Indirizzare il destino verso il bene non è un'operazione semplice ma gli inaspettati regali annullano ogni sforzo e fatica. Galleggiare sul desiderio, gioendo per le rarefatte parole che nulla dicono ma rivelano l'importanza della propria esistenza. Curare l'istinto. Scolpirlo e abbellirlo. Per poi ascoltarlo fidandosi completamente di lui.

Lowercase Noises (Andy Othling)





Artist: Lowercase Noises
Title: James
Label: self released
Style: ambient, post-rock
Date: May 24, 2015



Saturday, 9 May 2015

Red Trees - "Give Love" (La bèl 029)

“For the first time I let that love fully fill my heart. It felt pure and innocent. When I returned home I knew that everything had to change, and it did. ‘Give Love’ is not just a bunch of songs, it is some kind of alchemy. It is the best moments of my life and the reason that I can breathe again.” (Words from release page)

D'accordo. Niente di nuovo all'orizzonte. Aggeggi elettronici vietati all'ingresso. Cinque passi appoggiando la schiena lungo la parete del corridoio ed ecco...Red Trees. Due chitarre,  due voci e una batteria lo-fi che ha l'unico scopo di abbracciare questo suono intimo e sincero. Sottili emozioni da cameretta. Timidi sguardi che si incontrano e si sfuggono, consapevoli di dover mantenere un segreto che non c'è. Quella calma che nasconde la certezza che un giorno tutto sarà colorato coi pastelli dei nostri piccoli desideri. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. Tutto scorre infischiandosene delle nostre maledizioni, se ce ne sono. Tutto si modella secondo la nostra volontà. E' la scultura della vita. La leggerezza di una farfalla, l'amore che si percepisce in uno sguardo, il desiderio tenuto chiuso in una bottiglia che nel giorno perfetto si stapperà. E sarà gioia. La stessa gioia che regalano l'incertezza e l'attesa. Una breve intimità che rigenera sentimenti impigriti dall'incapacità di apprezzare ogni giorno tutta la bellezza che ci ruota intorno e dentro di noi.


Red Trees



Artist: Red Trees (FB)
Title: Give Love
Label: La bèl
Style: acoustic, folk, guitar
Date: May 02, 2015